Da Penne a San Bartolomeo in Legio

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Si parte ad ora di pranzo, e dopo circa 45 minuti raggiungiamo il tranquillo paesino di Roccamorice. Lasciamo la macchina all’imbocco del sentiero ben segnato e dopo circa quaranta minuti di cammino tra boschi e bei panorami, raggiungiamo l’imbocco della cavità. Delle ripide scalette scolpite nella roccia conducono al livello dell’eremo, dove si apre la vista verso il gioiello di architettura rupestre. L’eremo è anteriore al XII secolo ma fu restaurato da Pietro da Morrone, papa Celestino V, intorno al 1250, e lì visse per 2 anni. L’eremo è costituito da una piccola cappella e da due stanze scavate nella roccia. Purtroppo gli affreschi sulla facciata sono danneggiati. Visitato l’interno dove è presente una statua lignea del santo, scendiamo verso il fiume per ammirare la vista dell’eremo dal basso. Arrivati giù al fiume facciamo una bellissima scoperta, il fiume è abitato da una comunità di geo tritoni, lucertoline d’acqua.

FROM PENNE TO SAN BARTOLOMEO IN LEGIO Starts at lunchtime , and after about 45 minutes we reach the quiet village of Roccamorice . We leave the entrance to the middle of the well marked path and after about forty minutes of walking through forests and beautiful panoramas , we reach the ‘ mouth of the cavity . Carved into the rock of the steep stairs leading to the Level Dell’Eremo , where open view to the jewel of mountain architecture . L ‘ Hermitage And before the twelfth century but was restored by Pietro da Morrone , Pope Celestine V , about 1250 , and lived there for two years . L ‘ hermitage It consists of a small chapel and because rooms carved into the rock . Unfortunately, the frescoes on the façade are damaged . Visited the interior where this A wooden statue of the saint , we go down to the river to admire the view from below Dell’Eremo . We got down to the river A beautiful discovery , the river and inhabited by a community of geo Tritons , lizards water.

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Da Montesilvano al Parco Attrezzato delle Sorgenti Sulfuree del fiume Lavino

 

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Oggi si parte alla scoperta delle sorgenti del fiume Lavino.Partiamo da Montesilvano direzione Tiburtina, arrivati nel comune di Scafa seguiamo i cartelli che ci conducono al parcheggio.Posata la vettura camminiamo per cinque minuti, ed eccoci arrivati con nostra grande sorpresa in un’ angolo molto caratteristico del nostro territorio.
Il parco è molto suggestivo: le sorgenti sulfuree rendono i torrenti e i laghetti di un colore azzurro turchese, che contrasta fortemente col verde della vegetazione circostante!
Altra curiosità è un mulino seicentesco, il mulino Farnese, che è possibile ammirare passeggiando lungo i sentieri attrezzati.

FROM MONTESILVANO TO LAVINO  Today we start to discover the source of the river Lavino . We start from Montesilvano towards Tiburtina , arrived in the town of Scafa we follow the signs that lead us to the parking lot. Dropped in the car we walk for five minutes , and here we are with our great surprise in a ‘ corner very characteristic of our territory . The park is very impressive : the sulfur springs make the streams and lakes of a turquoise blue , which contrasts sharply with the green of the surrounding vegetation! Another curiosity is a seventeenth-century mill , the mill Farnese , you can enjoy walking along the paths equipe.

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Da Penne alla vetta del Corno Grande (Gran Sasso D’italia)

 

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«Il detto Monte era trenta du’anni che io desiderava di montarci sopra»  ….Così scriveva De Marchi nel 1500 dopo essere tornato dalla prima ascesa documentata del Corno Grande.

Questa mattina si parte all’alba da Penne, il gruppo è carico e per alcuni di noi è la prima volta che si prova ad arrivare sulla vetta più alta della catena del Gran Sasso e dell’appennino. L’emozione è tanta e dopo circa un’ora di macchina siamo davanti l’ Hotel Rifugio Campo Imperatore, parcheggiamo e  iniziamo a salire.

La vista sulla piana è strepitosa, continuiamo a salire e gli scorci sul lato teramano del Gran Sasso offrono immagini mozzafiato.

Dopo circa 3 ore di cammino arriviamo ad un passo dal primo ghiacciaio ed è qui che comincia l’impresa; fin’ora il cammino è stato agevole ma adesso, anche se abbiamo scelto il sentiero più lungo e meno ripido, la pendenza inizia a farsi sentire.

Dopo circa cinque ore di cammino siamo sulla vetta più alta dell’ Appennino…il Corno Grande (2912 mt) lo spettacolo è unico…la vista del mare e le bellissime montagne abruzzesi viste tutte dall’alto verso il basso ma lo spettacolo ancora più unico è dato da un gruppo di ragazzi che con vino, dubbotte e canti popolari riempiono il silenzio che ci ha accompagnati alla vetta.

Dopo aver scritto il nostro nome nel libro degli scalatori contenuto nella croce riprendiamo il nostro cammino verso la base che raggiungiamo, stanchi, dopo circa tre ore di cammino.

FROM PENNE AU TO THE  CORNO GRANDE «Il detto Monte era trenta du’anni che io desiderava di montarci sopra»… .So wrote De Marchi in 1500 after returning from the first documented ascent of the Big Horn. This morning we start from Penne, the group is charged and for some of us it is the first time wo try to get on the highest peak of the Gran Sasso and the Apennines. The emotion is so great and after about an hour’s drive we are before the ‘Hotel Rifugio Campo Imperatore, we park and begin to climb. The view is spectacular on the plain, we continue to climb and views on the Teramo side of Gran Sasso offer breathtaking images. After  3 hours of walking we reach a first step away from the glacier and here begins the enterprise; so far the walk was easy, but now, even if we choose the path longer and less steep, the slope begins to be felt. After about five hours of walking we are on the highest peak of the ‘Apennines … Corno Grande (2912 m), the show is unique … the view of the sea and the beautiful mountains of Abruzzo seen it all from the top down but the show even more unique is given by a group of boys with wine, dubbotte and folk songs fill the silence that accompanied us to the summit. After writing our name in the book of the climbers content in the cross we continue our journey towards the base that we reach, tired, after about three hours of walking.

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Castelli (Città della ceramica di Castelli)

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Oggi  andiamo a visitare Castelli…partiamo da Penne e attraversiamo la bellissima strada pie montana  via Arsita. Arriviamo a Castelli, che deve la sua fama alla famosissima arte della ceramica che risale al XIII sec. e si tramanda ancora nelle tante botteghe che si susseguono lungo il centro storico.

Decidiamo di visitare un laboratorio, nella parte più alta del centro storico, l’esperienza è bellissima e inaspettata, il gentilissimo proprietario ci guida per  circa un’ora all’interno del laboratorio facendoci vedere le varie fasi di lavorazione della famosa ceramica (presente al  V&A Museum di Londra), e facendoci scoprire tutti i segreti del mestiere. Finita la visita facciamo un giretto del negozio, compriamo qualcosa, e spendiamo il resto del pomeriggio a girovagare per viette e negozi.

CASTELLI  Today we go to visit Castelli … we start from Penne and cross the beautiful mountain road pious via Arsita . We arrive in Castelli , which owes its fame to the famous art of pottery dating back to the thirteenth century . and passed again in the many shops that line the historic center . We decide to visit a laboratory , in the highest part of the old town , the experience is beautiful and unexpected , the friendly owner guides us for about an hour in the laboratory making us see the various processing steps of the famous ceramics (present at V & A Museum in London ) , and making us discover all the secrets of the trade. After the visit take a walk in the store , buy something , and we spend the rest of the afternoon wandering through narrow streets and shops .

18 arsita 19 ceramiche di castelli 20 castelli 21 laboratorio ceramica castelli 22 castelli 23 ceramiche di castelli 24 ceramiche di castelli

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Vendemmia 2013 Casa Donà

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Vendemmia 2013

Settembre….è tempo di vendemmiare! A Casa Donà ci si raduna in tanti: parenti, amici e vicini per la grande festa dell’uva. Il nostro impegno è di riuscire a creare un vino superlativo e l’ingrediente segreto lo abbiamo già….tanti piedini di bimbi volenterosi che pigiano l’uva nei sacchi di iuta. Tutti a lavoro: c’è chi pigia, chi lava, chi riversa nella pigiatrice e chi assaggia….ma per fotuna c’è chi pensa anche alla pancia e prepara un super pranzone per tutti….anche per i ritardatari che hanno sentito l’odore del timballo! Ora non ci resta che aspettare pazientemente San Martino!

September … it’s time to harvest ! A Casa Dona we gather many: relatives , friends and neighbors for the great celebration of the grape . Our commitment is to try to create a wine superb and the secret ingredient we have already … .tanti feet of children willing to pressing grapes in jute bags. Everyone at work : some presses , who washes , who pours into the crusher and who tastes it … .but Fotunato some think even the belly and prepares a super pranzone for everyone … even for latecomers who have heard the ‘ smell of pie ! Now we just have to wait patiently San Martino !

1 vendemmia casa donà 2 vendemmia casa donà 3 vendemmia casa donà 4 vendemmia casa donà 5 vendemmia casa donà 6 vendemmia casa donà 7 vendemmia casa donà

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Zompo lo schioppo

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Lontano dalla zona vestina, al confine tra l’Abruzzo e il Lazio nella Valle Roveto c’è la Riserva Naturale di Zompo lo Schioppo raggiungibile facilmente in autostrada passando per la città termale di Canistro dove sorge l’acqua santa croce. Passiamo mezza giornata lungo il sentiero che si inoltra dentro il bosco che raggiunge la spettacolare cascata visibile da vari punti lungo il sentiero e che ha la sua massima forza durante la stagione primaverile.

Away from Vestina area , on the border between Abruzzo and Lazio in the Valley of Nature Reserve Zompo the Schioppo easily reachable on the highway passing through the spa town of Canistro where stands the holy water cross. We spend half a day on the trail that goes into the woods to reach the spectacular waterfall visible from various points along the path , and that has its maximum strength during the spring season .

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Da Montesilvano a Campo Imperatore passando per il Valico delle Capannelle

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Tra i percorsi più belli c’è la strada che dal teramano sale verso Campo Imperatore attraversando il valico delle Capannelle a1300 mslm. Partendo da Montesilvano passiamo per Arsita e da lì proseguiamo direzione Teramo e Montorio al Vomano per poi iniziare a salire immersi nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga tra piccole cascate, gole e natura incontaminata fino ad arrivare arrivare nella zona del lago di Campotosto, li facciamo una piccola sosta per goderci il paesaggio ed il silenzio della montagna beneficiando del fresco che rigenera e riempie. Continuiamo verso Campo Imperatore e all’improvviso ci si apre un panorama indescrivibile di colline d’alta montagna brulle tra verdi pascoli ripercorrendo antiche strade pastorali e cercando di scorgere un lupo in lontananza.

Among the most beautiful routes is the road that climbs to the Teramo province up to Campo Imperatore through the pass Capannelle A1300 masl . Starting from Montesilvano we pass Arsita and from there continue towards  Montorio al Vomano and then start climbing immersed in the National Park of Gran Sasso and Monti della Laga among small waterfalls , gorges and untouched nature up to arrive in the area of Lake Campotosto , we make them a little break to enjoy the scenery and the silence of the mountain benefiting from fresh that regenerates and fills . We continue to Campo Imperatore and suddenly there opens an indescribable view of high mountain barren hills between green pastures retracing ancient pastoral roads and trying to see a wolf in the distance .

1 crognaleto 2 campo imperatore 3 campo imperatore 4 campo imperatore 5 ristoro mucciante 6 suonatori campo imperatore 7 pio il mongolo 8 campo imperatore 9 campo imperatore10 campo imperatore

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La festa di San Domenico a Cocullo (festa dei serpari)

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Il primo di maggio a Cocullo, nell’aquilano, si festeggia San Domenico e, come per altre usanze in cui il rito pagano si intreccia con la devozione cristiana, in questa occasione la devozione per San Domenico, protettore dal morso dei serpenti, si intreccia con il rito arcaico dei “serpari”, manipolatori dei serpenti, nel suggestivo quanto unico Rito dei Serpari. La prima fase della festa consiste nella ricerca e nella cattura dei serpenti (tutti rigorosamente non velenosi) che cominciano ad essere raccolti quando inizia a sciogliersi la neve, da persone esperte dette serpari. Queste osservano le stesse tecniche dei serpari antichi anche se allora i rettili venivano posti in recipienti di terracotta, ora in cassette di legno.

La festa ha inizio con la folla che incomincia a tirare coi denti la campanella della cappella di San Domenico, all’interno della chiesa omonima. Secondo la tradizione, questa cerimonia servirebbe a proteggere i denti dalle malattie che li potrebbero affliggere.

A mezzogiorno inizia la processione della statua del santo invasa dalle serpi catturate nei giorni prima che parte dalla chiesa di San Domenico e prosegue per le stradine del centro storico.

Ai fianchi della statua del Santo, due ragazze vestite in abito tradizionale, portano sulla testa un cesto contenenti cinque pani sacri, questi pani vengono chiamati “Ciambellani”. In memoria di un miracolo che fece San Domenico, i pani sacri vengono donati per antico diritto ai portatori della Sacra Immagine e del gonfalone.

Al termine della festa, i rettili vengono riportati al loro habitat naturale dai serpari e Cocullo ritorna ad essere un dormiente paesino di montagna in attesa della prossima festa dei serpari!

(Festa dei serpari Cocullo 2016 ci sarà il 1° maggio)

COCULLO The first of May in Cocullo, celebrates San Domenico , as with other customs in which the pagan ritual is intertwined with the Christian devotion, on this occasion the devotion to St. Dominic, protector from snake bites, intertwines with the archaic ritual of “serpari”, manipulators of snakes in the charming as the only rite of Serpari. The first phase of the festival is the search and capture of snakes (all strictly non-venomous) that begin to be collected when the snow starts to melt, by experts such serpari. These look the same techniques of ancient serpari although then the reptiles were placed in earthenware jars, now in wooden boxes. The festival begins with the crowd begins to pull with his teeth the bell of the chapel of San Domenico, inside the church. According to tradition, this ceremony would serve to protect the teeth from diseases that may afflict them. At noon begins the procession of the statue of the saint invaded by snakes captured in the days before it starts from the church of San Domenico and continues through the narrow streets of the old town.At the sides of the statue of the saint, two girls dressed in traditional dress, carry on their heads a basket containing five loaves sacred, these breads are called “chamberlains”. In memory of a miracle that made San Domenico, the sacred bread are donated by ancient right to the holders of the sacred image and the banner. At the end of the festival, the reptiles are returned to their natural habitat by serpents and Cocullo again a dormant mountain village waiting for the next festival of the serpents!

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Processione del venerdì santo a Penne

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Ogni anno, nelle vie del centro storico di Penne, per la Settimana Santa rivivono antiche tradizioni, che da anni ormai, fanno ritornare misteriosamente il passato, creando momenti di profonda commozione. La Liturgia del Venerdì Santo Pennese, che affonda le sue radici nel quattrocento, fu istituita ufficialmente a Penne come ricorrenza religiosa nel 1570 dal Cappuccino umbro Padre Girolamo da Montefiore. È dunque la processione del Cristo Morto più antica d’Abruzzo.La Passione di Penne, a differenza delle altre sculture della tradizione abruzzese che riproducono gli strumenti di tortura e morte di Cristo, presenti nelle processioni di Chieti, Lanciano, Vasto etc., non è costituita da più pezzi singolarmente portati a spalla, ma da un unico blocco e per questa caratteristica sembrerebbe unica nel suo genere.​
Il Gallo, intagliato con grande maestria, risulta estremamente realistico; i tre Chiodi, realizzati ad una scala maggiore del reale, probabilmente per impressionare i fedeli, appaiono contorti per essere stati estratti dalla Croce. Bellissima da osservare è la Coltre su cui viene adagiata la statua di Cristo morto che è chiamata “Copertone” per via delle sue dimensioni considerevoli (4,16  5,05m).​
Per la sua valenza storica, artistica e religiosa rappresenta l’elemento principale della Processione del Venerdì Santo di Penne.Questo manto è un pezzo unico per formato, per perfezione di ricamo e per qualità di oro e argento intessuti nel ricamo. I ricami, applicati sul tessuto di velluto nero della Coltre, realizzati con varie tecniche (punto raso  punto piatto etc.) in oro, argento e fili variopinti di seta, costituiscono una composizione di foglie d’acanto e ghirlande floreali in cui sono inseriti gli strumenti della Passione.​ Ciò che rende interessante la Processione del Venerdì Santo è il percorso che si fa tra le vie strette del centro storico da una collina all’altra in un’atmosfere mistica tra canti, preghiere e donne vestite in lutto che portano candele accese. La processione termina nella piazza principale dove sono pronte le tre croci che vengono accese con fuochi pirotecnici.

 

HOLY WEEK PENNE Every year, the streets of the old town of Penne, for Holy Week relive old traditions, which for years now, they do return mysteriously the past, creating moments of deep emotion. The Liturgy of Good Friday Pennese, which has its roots in the fifteenth century, was officially established in Penne as a religious feast in 1570 by Capuchin Father Umbrian Girolamo da Montefiore. It is therefore the procession of the Dead Christ oldest Abruzzo.La Passion of Penne, unlike other sculptures of Abruzzo tradition that reproduce the instruments of torture and death of Christ, present in the processions of Chieti, Lanciano, Vasto etc., not consists of several parts individually carried on the shoulders, but from a single block and for this feature would seem unique.

The Gallo, carved with great skill, is extremely realistic; three nails, made at a scale larger than the real, probably to impress the faithful, appear twisted to be extracted from the Cross. Beautiful to look is the Shroud on which is laid the statue of the dead Christ is called “Tire” because of its considerable size (4.16 5,05m).

For its historical, artistic and religious is the main element of the Good Friday Procession of Penne.Questo mantle is a unique piece to size, for perfection, pillows and quality of gold and silver woven in embroidery. The embroideries, applied on the fabric of black velvet blanket, made with various techniques (satin stitch point dish etc.) in gold, silver and colorful silk threads, are a composition of acanthus leaves and floral garlands which are inserted instruments of the Passion. What makes it interesting is the Good Friday procession is the path that gets between the narrow streets of the old town from one hill to another in un’atmosfere mystical singing, prayers and women dressed in mourning carrying candles lighted. The procession ends at the main square where they are ready the three crosses that are lit with fireworks.

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Da Penne a l’Aquila passando per Campo Imperatore

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Si parte…..direzione l’Aquila. Per arrivarci ci sono principalmente due strade: la prima, la più veloce, fa un tratto di autostrada (la A 24) per poi girare verso la Valle del Trino e la piana di Navelli; mentre la seconda, per chi ha un po’ di tempo e voglia di scoprire gli altipiani abruzzesi, passa per Campo Imperatore. Noi ovviamente scegliamo la seconda. Si inizia a salire attraversando piccole contrade agricole e paesi pedemontani tra cui Farindola famosa per il suo pecorino doc stagionato in grotta e per essere la porta del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Poi si abbandonano presidi urbani e ci si inerpica per strade di montagne fino ad arrivare a Rigopiano, prima sosta montana e bevuta d’acqua fresca di sorgente! Proseguiamo  per Vado sole o Campo Imperatore ad un’altezza di  1621 mslm ritrovandoci nel pieno centro di un altopiano circondati dalle vette del gran sasso in un paesaggio a dir poco tibetano senza dimenticare che spettacolari film come “ lo chiamavano trinità” o “lady hawke” sono stati girati proprio qui. Altra tappa doverosa è quella di un assaggio eno gastronomico nei due rifugi che vendono arrosticini, pecorino e montepulciano d’abruzzo e tanti altri prodotti locali con la possibilità di utilizzo della brace per cucinare….quale bella occasione per un piccolo e “leggero” spuntino! Da qui proseguiamo in direzione l’Aquila tra inaspettati paesaggi brulli fino a discendere ed iniziare a rivedere verdi boschi, campi coltivati…..case e infine l’Aquila.

FROM PENNE TO L’ AQUILA It starts … ..L’Aquila directions. To get there, there are mainly two ways: the first, the fastest, is a stretch of highway (the A 24) and then turn to the Valley of the Triune and the Navelli; while the second, for those who have a bit ‘of time and want to discover the highlands of Abruzzo, passing through Campo Imperatore. We choose the latter course. Start climbing through small agricultural lands and countries piedmont including Farindola famous for its pecorino doc aged in caves and for being the gateway to the National Park of Gran Sasso and Monti della Laga. Then indulge urban principals and you can clamber up mountain roads until you get to Rigopiano, first stop mountain and drink of fresh spring water! We continue to Campo Imperatore Vado di Sole at a height of 1621 meters above sea level finding ourselves in the center of a plateau surrounded by the peaks of the great rock in a landscape nothing short of spectacular Tibetan without forgetting that films like “they called trinity” or “lady hawke” were filmed right here. Another stop duty is to taste a wine and gourmet in the two shelters that sell Arrosticini, pecorino and Montepulciano D’Abruzzo and many other local products with the ability to use the grill to cook … .quale beautiful opportunity for a little “light” snack ! From here we continue towards the L’aquila  between unexpected barren landscapes to descend and start reviewing green woods, fields … finally, L’aquila.

13 vado sole campo imperatore 14 vado sole campo imperatore 15 campo imperatore16 campo imperatore 17 valico di capo la serra

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